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SALENTO, QUESTIONE DI FEELING

Ricerca l'equilibrio con la natura, in continuità tra esterno ed interno, il restyling dell'hotel IL GIARDINO DEI PINI. Progetto d'interni Monia Marzano Design

18 febbraio 2017

”Ho inseguito l’armonia del paesaggio per non snaturarne l’essenza”. L’anima del Salento vive nel nuovo Hotel & Resort Il Giardino dei Pini, a Marina di Alliste (Le), immerso nel verde dell’entroterra leccese a pochi chilometri dall’incantevole costa ionica. Lo spiega Monia Marzano che firma il progetto di interior design nell’intervento di ampliamento della struttura, comprensiva di centro benessere. Alle preesistenze – attuale sala colazione, cucina e servizi, 18 suite in un corpo separato – si aggiungono, nel volume principale, nuovi spazi e funzionalità d’uso: una sala per ricevimenti e congressi (365 m2); la hall, il bar, una sala lettura, i servizi, l’ufficio direzionale e la galleria d’arte (in totale 400 m2) a livello terra; mentre al primo piano si sviluppano 13 camere con bagno (450 m2) di cui 2 suite (circa 33 m2). Il feeling ‘mediterraneo’ con il territorio, ”nel rispetto dei suoi straordinari caratteri di unicità”, chiarisce la designer, si accentua nella continuità tra esterno ed interno – la vegetazione ‘entra‘ nella hall e nella sala ricevimenti attraverso le ampie vetrate con affaccio sul giardino e, ancora, il verde è protagonista nelle pareti vegetali e nelle fioriere della lounge – e nei materiali naturali impiegati, espressione di una luminosa neutralità. ”Ho portato la pietra viva, utilizzata nei muri a secco di recinzione del giardino, all’interno, per rivestire le quinte d’ingresso, scegliendo un disegno geometrico regolare, elegante”, racconta Monia Marzano. La stessa filosofia pervade la scelta del marmo di Apricena, nella cascata della hall e nella scala di accesso al primo piano, con lastre scalpellate a righe che ne accentuano il carattere materico. I toni neutri contraddistinguono anche i rivestimenti che si ‘fondono’ nello stile sofisticato degli interni. Colore sabbia e finitura opaca, esito della tecnologia digitale 3d di produzione, per la collezione Urban di Piemme Ceramiche che dona slancio e continuità alla hall e a tutti gli ambienti del piano terra, posata nel grande formato 80×80 cm. Permane la scelta cromatica del beige anche al primo piano, ma con la serie Concrete Project di Imola Ceramica che riporta l’effetto cemento e ‘un’idea di vissuto’ nella sua texture lappata, lungo il corridoio (120×60 cm) e nelle camere e nei bagni (60×60 cm), allestiti con creazioni della designer stessa: i sanitari Start e i lavabi Soul per Valdama e i complementi d’arredo della linea Slice e Flow ideati per Arca. ”Essere un industrial designer mi aiuta ad andare più a fondo nel progetto. Nei miei lavori non ricerco la bellezza fine a se stessa, ma l’equilibrio di proporzioni e volumi, la cura maniacale del dettaglio”, spiega la progettista. Un fil rouge che segue tutto il concept degli interni e, non ultima, la scelta degli arredi. ”Tante icone di design”, conclude Monia, ”ma a una non ho saputo rinunciare: la lampada Falkland di Danese che, come diceva il grande Bruno Munari, è indispensabile per una corretta progettazione”.

Fonte: projects.italiatiles.com

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